Il Sultanato avrà uno spazio espositivo all'interno del Cluster delle Spezie. Il numero degli Stati Partecipanti potrebbero scendere da 147 a 140.

Il Cluster delle Spezie ad Expo 2015.

Il Cluster delle Spezie ad Expo 2015.

I Cluster di Expo 2015 fanno gola a molti. Non solo ai Paesi in via di sviluppo. Perchè si sono messi in coda anche Stati floridi come il Sultanato del Brunei che ha firmato il contratto per avere uno spazio espositivo all’interno del padiglione dedicato alle Spezie. Mentre lo spettro del ritiro di alcuni Paesi si fa sempre più reale.
SPAZIO ALLE MODERNE TECNOLOGIE DI PRODUZIONE
All’Esposizione Universale il Sultanato punterà tutto sulle moderne tecnologie di comunicazione e di produzione agroalimentare: nella propria area espositiva di 375 metri quadrati disposti su due piani monitor, display e video illustreranno il tema scelto: “Science and technology for food safety, security and quality – Scienza e tecnologia per garantire cibo sano, sicuro e di qualità?. L’obiettivo è raccontare come i metodi e le soluzioni trovate direttamente dal Paese per affrontare la crisi alimentare vissuta nel 2008 possano essere di supporto allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile ed efficiente.
INSIEME A TANZIANA E AFGHANISTAN
Il Cluster delle Spezie, con il suo concept “Spice Voyage?, si propone di guidare i visitatori in un viaggio alla scoperta degli usi moderni e ancestrali delle spezie in cucina, in medicina e nei riti tradizionali, grazie a installazioni, applicazioni interattive e aree in cui poter sperimentare e assaggiare i differenti aromi. Mostre ed eventi animeranno gli spazi comuni che il Brunei condividerà con le isole Vanuatu, Tanzania e Afghanistan, che hanno già confermato la propria partecipazione.
A RISCHIO LA PARTECIPAZIONE DI ALCUNI PAESI
A margine della firma del Sultanato del Brunei, il commissario unico di Expo 2015, Giuseppe Sala, ha però espresso qualche dubbio sul numero degli Stati che effettivamente parteciperanno alla manifestazione, al momento a quota 147: «Non perderemo nessun Paese dei primari ma è possibile che quel 147 diventerà qualcosa come 140», ha detto. Stati come la Repubblica centroafricana, la Nuova Guinea o la Repubblica democratica del Congo, hanno aderito ma adesso si trovano in difficoltà a causa di guerre civili, problematiche politiche o sanitarie. Il numero definitivo «penso non lo sapremo nemmeno a Natale perché soprattutto nei cluster è possibile che qualcuno arrivi proprio nell’ultima fase come è avvenuto a Shanghai», ha spiegato Sala.
PIÙ DI 50 PADIGLIONI DEDICATI A SINGOLI PAESI
Il commissario unico ha poi annunciato che sarà invece tra 53 e 55 il numero di padiglioni costruiti dai singoli Paesi, dieci in più rispetto all’esposizione di Shanghai: «È tornata la Turchia e abbiamo in programma altre firme a breve».

2 settembre 2014